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Industria dell’ informazione: grandi lavori ancora in corso

Mentre YouTube raccoglie in in 60 giorni tante immagini quanto le 3 grandi catene americane ne hanno prodotte in 60 anni (ogni minuto vengono registrate 20 ore di video), i giornali Usa in 3 anni hanno perso il 20% dei loro addetti – Le imponenti trasformazioni del mondo dei media al centro dell’ ultimo Information Industry Summit della SIIA (Software and Information Industry Association) di New York, messo un po’ in ombra dal ciclone iPad – Le previsioni e i consigli di Outsell

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La presentazione dell’ iPad a San Francisco (il 27 gennaio) ha messo in ombra altri importanti appuntamenti in programma nei giorni scorsi, fra cui anche l’ Information Industry Summit della SIIA (Software and Information Industry Association) di News York.

La convention è stata invece un’ occasione rilevante per misurare la velocità dei cambiamenti nel mondo digitale e l’ ampiezza di ristrutturazioni, ancora ben lontane dalla conclusione.

Dovendo fare delle cifre – osserva Pierre Taillefer su MediaWatch – quelle che colpiscono di più sono sicuramente quelle fatte David Eun (vicepresidente YouTube, addetto agli accordi strategici): in 60 giorni You Tube raccoglie tante immagini quanto le 3 grandi catene americane ne hanno prodotte in 60 anni. Ogni minuto vengono registrati 20 ore di video.

Ma YouTube – aggiunge Taillefer – perde soldi ed è sempre alla ricerca di un modello economico in grado di generare reddito.

La conferenza si è tenuta alla vigilia della presentazione dell’ iPad e tutti immaginavano ad alta voce le nuove frontiere che queste lavagnette magiche dovrebbero aprire.

La società di analisi e studi Outsell ha messo le cose in prospettiva, sottolineando che i cambiamenti che si sono accelerati nel 2009 non sono conclusi e ricordando che negli Stati Uniti i giornali hanno visto ridursi del 20% i propri addetti in tre anni.

Per Outsell 12 imprese domineranno il mercato americano dei media e, in generale, quello dei 900 milioni di anglofoni che ersistono al mondo. E sono in ordine alfabetico: ABC, AP, BBC, Bloomberg, CBS, CNN, NBC, New York Times, Newscorp, NPR, Thomson Reuters e Washington Post.

Alcune – rileva MediaWatch – sopno estremamente diversificate, come Newscorp, per cui i media non rappresentano che il 20% del fatturato. Novità, alcune di esse non esitano a trovare delle formule ‘’low cost’’ per rifornirsi di contenuti, come ad esempio la CBS con l’ agenzia internazionale GlobalPost, lanciata un anno fa a Boston, o la Reuters, che ha raggiunto un accordo con Politico, il sito specializzato nella copertura politica di Washington.

I principali consigli di Outsell :

– sviluppate le piattaforme, non i prodotti

– evitate i conflitti sulla proprietà intellerruale, offrite formule diverse e lasciate che gli utenti facciano le loro scelte

– l’ importante è facilitare l’ accesso ai contenuti, devono essere trovati facilmente nella massa di informazioni che circolano

– aitate gli utenti con servizi e strumenti di assistenza tecnica

– i prodotti che vanno meglio sul mercato sono stati creati negli ultimi 18 mesi.

I media da sorvegliare nel 2010 per il loro impatto sdul mercato, secondo Outsell: Bloomberg, che esce dal suo campo tradizionale, la finanza; Hearst Business Media, che si sta imponendo nelle banche date specializzate (medicina, automobili, ecc.); HuffingtonPost.com , il cui modello economico sta diventando un punto di riferimento; National Public Radio (NPR), in piena trasformazione digitale; e Newscorp, che fa da apripista nel campo del consumo di informazione a pagamento.