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Newsring, il sito che vuole ‘’inventare il dibattito su internet’’

NewsringE’ appena nato in Francia, in versione sperimentale, uno spazio in cui i cittadini possono  proporre i temi da discutere, votare, intervenire, seguire i vari argomenti, mentre la redazione si limita a ‘’orchestrare’’ il tutto – Ma, secondo Culture Visuelle, si tratta di un sito che ‘’anestetizza’’ la discussione e non fa altro che importare sul web le ‘’regole’’ dei famigerati dibattiti televisivi Aggiornamento: ‘’Siamo online solo da lunedì – replica Philippe Couve, responsabile della redazione – e nelle prossime settimane seguiremo e svilupperemo costantemente il sito tenendo conto soprattutto delle esperienze e delle indicazioni dei nostri utenti. Discutere su internet in buone condizioni è ancora difficile e richiede conoscenze tecniche e parecchio tempo. Ma noi pensiamo che si possa rendere questo esercizio più fluido e più accessibile per tutti gli internauti”
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Il centro è di destra? Pro o contro il diritto di voto agli stranieri nelle elezioni locali? Il movimento degli indignati serve a qualcosa? Zagabria-Lione: 7 gol in 32 minuti, è normale?

Il trionfo del punto interrogativo.

E’ Newsring, un sito francese appena lanciato che proclama: ‘’Inventiamo insieme il dibattito su internet’’. Insieme, cittadini e giornalisti.

Un dibattito diverso dal solito – spiega Frédéric Taddei, il direttore editoriale, in un messaggio rivolto ai lettori -, perché sappiamo come vanno le discussioni in Parlamento, nella stampa, alla radio o alla tv.

Su Newsring, invece, ci sarà un dibattito ‘’allo stato puro, illimitato nel tempo, nello spazio e nel numero dei partecipanti; democratico, franco, imparziale’’. Potranno essere utilizzati tutti gli strumenti – parola, immagini, suoni – e affrontati tutti gli argomenti.

E soprattutto, aggiunge Taddei, ‘’sarete voi ad animare il dibattito, mentre noi lo orchestreremo: nessuno interrompe nessuno, tutti sullo stesso piano, inutile nascondersi dietro l’ anonimato’’.

Il meccanismo (ancora in beta) è semplice. I cittadini propongono i temi, la redazione di Newsring li organizza e li presenta sul sito. I cittadini possono votare, pro o contro, possono intervenire nel dibattito, possono seguire questo o quell’ argomento (‘’sono gli argomenti che fanno progredire la discussione’’). La redazione (gestita da Philippe Couve) si limita ad ‘’orchestrare’’ il tutto, mostrando anche la progressione della discussione: numero di votanti, reazioni, numero e sintesi dei contributi al dibattito.

Ma non tutti apprezzano. Anzi, André Gunthert, su Culture visuelle, lo critica duramente, giudicandolo un ‘’dibattito asettico’’, ‘’formattato dall’ intervento giornalistico, presente a tutti i livelli’’. Un dibattito ‘’raffreddato da una editorializzazione onnipresente, che non spinge mai alla discussione vera ma trasforma le opinioni in carburante mediatico, con la stessa ossessione per l’ inquadratura delle trasmissioni televisive’’.

Insomma un concentrato degli aspetti peggiori dell’ ‘’infotainement’’ attuale. La polemica come prodotto editoriale, il dibattito che non si prefigge di chiarire una questione ma solo di produrre delle spaccature, con una selezione di invitati di aree opposte ma assolutamente docili, un animatore che gestisce il giro degli interventi, evita gli scarti laterali eccessivi e cerca di conservare un tono ‘’civile’’ allo spettacolo.

Su Newsring – incalza Gunthert – si ritrova così la ripartizione in rubriche classica della stampa (politica, economia, cultura, ecc.), le domande senza fantasia da scuola di giornalismo, delle semplici riformulazioni delle informazioni o dei dibattiti del momento, gli interventi di specialisti appena usciti dall’ università…

Una sorta di Le Parisien con i punti interrogativi. Ci aggiungiamo un tocco di interattività, che permette al pubblico di interagire sugli avvenimenti scelti dalla redazione, un po’ come succede in tv.

Inventare il dibattito su internet? Diciamo piuttosto – conclude Gunthert – ‘’importare sul web le regole del dibattito televisivo’’.

Aggiornamento:

‘’Newsring è in versione beta (siamo online solo da lunedì) e dobbiamo ancora affinare la formula della discussione’’, ci spiega Philippe Couve  via mail. ‘’Nelle prossime settimane seguiremo e svilupperemo costantemente il sito tenendo conto soprattutto delle esperienze e delle indicazioni dei nostri utenti’’.

‘’Oggi – osserva il responsabile della redazione del sito -, checché ne dicano alcuni, discutere su internet in buone condizioni è ancora difficile e richiede conoscenze tecniche e parecchio tempo. Ma noi pensiamo che si possa rendere questo esercizio più fluido e più accessibile per tutti gli internauti’’.

A rivederci, allora, fra qualche settimana.